INCI dei cosmetici: cos’è, come si legge

Il packaging, il colore, l’estetica raffinata e minimale… l’esibizione comincia già in vetrina: flaconi che sprigionano sensualità, energia, eleganza, leggerezza. Sedotti da esperienze visive, tattili e impulsive, acquistiamo prodotti di bellezza. Ma se le emozioni influenzano gli acquisti e la nostra decisione viene inevitabilmente condizionata da tanti fattori, è bene imparare a selezionare i cosmetici più adatti alla nostra beauty routine con maggiore consapevolezza.

Leggi sempre tra le righe: INCI, International Nomenclature of Cosmetic Ingredients, un elenco di ingredienti tutto da scoprire che indica una denominazione di elementi contenuti nel prodotto ed elencati in ordine decrescente, che permette di conoscere il reale contenuto del cosmetico rivelandone qualità (o difetti!), cioè la sua vera natura. Ed ecco una guida utile per interpretare la lista. Leggiamo insieme il linguaggio cosmetico dell’INCI con la dottoressa Maria Stella Tarico, consulente medico nel team di produzione dell’azienda Tariskin Cosmetics

“L’INCI ci consente di tutelarci dalle menzogne e da sostanze potenzialmente rischiose per la nostra salute, mostrandoci la reale composizione di un cosmetico. È stato introdotto dalla Commissione Europea il primo gennaio 1997, e dopo è stato gradualmente adottato da molti Paesi. Serve a tutelare il consumatore: il brand che produce il prodotto deve indicare tutti gli ingredienti presenti nella formula, consentendo di fare scelte consapevoli, prevenire allergie, evitare sostanze inquinanti e sgombrare la mente da falsi miti”.

Tutti i segreti dell’INCI: con quale chiave leggere l’elenco?

“L’INCI ha un ordine decrescente: i primi ingredienti della lista sono presenti nella formula con una maggior percentuale. Certo l’esatta quantità non può sempre essere indicata, perché la formula deve restare segreta, e se ci sono concentrazioni inferiori all’1% è possibile indicarli in ordine sparso. Quando l’ingrediente è nominato in latino, cioè col suo nome botanico, vuol dire che è stato inserito nella formula in forma pura e naturale. Quando viene elencato sia in lingua latina che in lingua inglese, vuol dire che si tratta di un derivato dalla forma pura. Se indicato solo in inglese ha subìto un trattamento chimico.

Nei prodotti dedicati alla detersione, non facciamoci condizionare troppo dai Tensioattivi, non vanno demonizzati a priori. Agevolano la catalizzazione delle impurità e consentono di rimuoverle grazie alla “schiuma”, inoltre la loro potenziale aggressività viene neutralizzata dai Surgrassanti. Non demonizziamo neanche i Parabeni, presenti in alcune formule con la funzione di “conservanti”, sono una garanzia contro i batteri”.

Facciamo un esempio reale ed analizziamo il contenuto del Trattamento labbra Tariskin, il lip Balm così amato dai consumatori.

“Si tratta di un prodotto realizzato senza Siliconi, Parabeni né Coloranti che protegge, idrata e volumizza le labbra. Il primo ingrediente della lista è il Caprylic/Capric Triglyceride, che si trova in natura nella noce di cocco, un olio neutro con spiccate proprietà emollienti dall’assorbimento rapido. Adatto alle pelli più sensibili, ammorbidisce e leviga le labbra. Sono presenti Argania Spinosa Kernel Oil, un olio non untuoso che ripristina l’equilibrio idrolipidico cutaneo, e il Simmondsia Chinensis Seed Oil, cioè l’olio di jojoba, che protegge, lubrifica ed aiuta a prevenire l’invecchiamento, il Tocopheryl Acetate, un derivato della vitamina E che agisce come antiossidante, il Palmitoyl Oligopeptide che stimola la rigenerazione della cute labiale e ne rafforza la struttura e il Sodium Hyaluronate, con le note proprietà dell’acido ialuronico, rimpolpante e idratante”.

And now, do you speak INCI? Yes!

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